Uomini

Numero 34
21 luglio 2023

UOMINI

Non a caso: uomini.
Frequentatori dell’arte del romanzo perché frequentatori della vita secondo il proprio sguardo, la propria cultura, la propria stima per l’uomo. La morte di Milan Kundera sollecita a vedere la grandezza di questo autore… incontrandolo. Cioè: leggendo quel che ha scritto. Un autore molto europeo, travagliato nel suo essere figlio di quell’est che nel Novecento ha messo a dura prova la verità dell’io. (vedi l’editoriale). Così come sollecita il pensiero e il cuore la lettura de “Il cavallo rosso”, il capolavoro di Eugenio Corti che, proprio quest’anno compie quarant’anni dalla prima edizione. L’articolo della professoressa Rondena ne ricorda la rilevanza culturale e la bellezza di una storia assai drammatica eppure densa di speranze e desiderio semplice di costruire. Un libro fondamentale che smaschera l’inganno dell’ideologia. E, al contrario, fa emergere dentro il fluire degli accadimenti, la domanda di felicità che appartiene all’uomo appassionato dell’ideale. Ideologia e ideale. Nella conversazione con Paolo Cevoli (articolo a cura di Nicola Varcasia), motivata dall’uscita di un libro di un comico davvero brillante dedicato a Benito Mussolini, in fondo si parla di quel contrasto nelle piccole e grandi circostanze che il quotidiano non ha risparmiato in terra di Romagna. Si possono dire grandi verità anche con leggerezza. Un po’ come è riuscito a compiere lo stesso Kundera. 
E sempre del contrasto fra ideologia e ideale si connota l’articolo/testimonianza di Walter Ottolenghi nel raccontare la straordinaria figura di don Francesco Ricci. Un sacerdote che ha lasciato il segno. Che ha saputo generare amicizia quando nell’est europeo faceva molto ma molto freddo. Un’Europa spaccata, ferita, ma non sconfitta. Un uomo di Chiesa generoso, vivace, intelligente, realista, affascinante, certo dell’incontro con Cristo.
L’Europa è sempre più un cruccio. Non sono più le tragedie del Novecento a segnarla, tuttavia permangono i temi divisivi, le contrapposizioni, una sfiducia verso l’istituzione che preoccupa. Le parole del professore e giurista Joseph Weiler (è il contenuto del podcast) sono un notevole contributo per comprendere la natura della posta in gioco. La sua è un’analisi approfondita che mette in luce le ragioni di un’oggettiva difficoltà. Certo senza far sua lo scopo di chi vorrebbe la fine di quel progetto ambizioso. Non c’è Europa senza uomini veri che la costruiscano.   

Buona lettura e buon ascolto.